giovedì 8 marzo 2012

Quella forza in rosa che muove il Paese!


Avvenire 08 marzo 2012

"Sarà il giorno della rivendicazione dei diritti: quello a poter lavorare e a percepire uno stipendio pari a quello dei colleghi maschi. Quello ad essere più presenti nel mondo della politica e della istituzioni. Quello a veder garantita maggiore conciliabilità tra la professione e la vita in famiglia. La parità, d’altronde, è ancora un sogno, come ha spiegato ieri il segretario generale della Nazioni unite Ban Ki-Moon, ammettendo che «nonostante tali progressi, il cammino è ancora lungo prima che si possa dire che donne e ragazze hanno pieno godimento dei diritti fondamentali di libertà e dignità». Parole a cui hanno fatto eco quelle del premier Mario Monti, che ha assicurato la volontà del governo di proseguire sulla linea del sostegno ai diritti delle donne. Un sogno però, per il gentil sesso, resta purtroppo anche la “pace”, visto che le donne sono sempre più spesso oggetto di violenza e soprusi: 120 vittime in Italia nel 2011, più di quelle uccise per mafia. Oggi l’Italia le festeggia con feste e luci (il Colosseo si illuminerà per l’occasione), con biglietti gratis per i treni e per i musei statali, ma nella realtà sulle donne incombono ancora troppe ombre. La giornata si aprirà a Roma con una celebrazione simbolica: una delegazione composta da 40 donne italiane e immigrate si recheranno insieme all’Altare della patria, dove deporranno una corona di alloro e mimose, in segno della comune battaglia per una cittadinanza inclusiva delle differenze. Poi sarà la volta, in tutta la Penisola, di manifestazioni, convegni, tavole rotonde. Su tutti, val la pena ricordare la festa organizzata a Samugheo, il paese di Rossella Urru: oggi un processione, con tanto di palloncini colorati e preghiere e fiaccole, ricorderà la ragazza, ancora nelle mani dei rapitori in Mauritania".

Buona festa delle donne con un pensiero speciale a persone come Rossella Urru!

lunedì 5 marzo 2012

Sabato 10 marzo - Si recupera l'incontro con Chiara Tintori

Si ricorda che l’incontro sul tema

Il lavoro al femminile paradigma della mobilità?


a cura della

prof.ssa Chiara Tintori, politologa, redazione di Aggiornamenti Sociali


inizialmente previsto per il 11 febbraio, verrà recuperato

Sabato 10 marzo 2012

dalle ore 9,30 alle ore 12,00

presso la

Casa del Giovane, Sala don Valle
Via Gavazzeni, 13 - Bergamo



Foto dell'incontro di sabato 03 marzo con il Vescovo

da sinistra verso destra:
don Francesco Poli, direttore del Centro per la Pastorale Sociale
Maria Corna, tavolo giovani socio-politico CDPS
S.E. MONS. FRANCESCO BESCHI, Vescovo di Bergamo
Simone Biffi, coordinatore sezione socio-politico CDPS

A conclusione della Scuola di formazione all'impegno socio-politico...

A conclusione della Scuola di formazione all'impegno socio-politico, proposta dall'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale, il vescovo Francesco Beschi ha incontrato alla Casa del Giovane di via Gavazzeni i corsisti per una riflessione sul tema «Lavoro e mobilità sociale

Domenica 04 marzo 2012, L’Eco di Bergamo pag. 16

Monica Gherardi
A conclusione della Scuola di formazione all'impegno socio-politico, proposta dall'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale, il vescovo Francesco Beschi ha incontrato alla Casa del Giovane di via Gavazzeni i corsisti per una riflessione sul tema «Lavoro e mobilità sociale. Una sfida per la Chiesa oggi».
Storia e narrazioni, personaggi biblici e contemporanei, Parola di Dio e parole degli uomini: è attraverso queste strade che il vescovo ha condotto il suo intervento, mettendo a fuoco alcuni punti che ha definito necessari e fondamentali quando si parla della questione del lavoro. Un discorso che ha preso origine dal sogno, quello di Giuseppe, la cui storia è raccontata nel libro della Genesi. Giuseppe che sogna e sa interpretare i sogni. «Se qualcosa dobbiamo rimproverarci – ha detto – è di esserci rassegnati rispetto al dovere di sognare. La Chiesa può essere fucina di sogni in un tempo in cui i sogni scarseggiano».
Giovani e donne, un ruolo centrale
«Steve Jobs invitava ad esser folli – ha aggiunto –. Alla sua follia, pur apprezzandone il genio, preferisco quella di Martin Luther King. Quella di un sogno non individuale, ma collettivo, che include una comunità e costruisce il bene». L'incontro si è articolato soprattutto attorno alle questioni legate al lavoro dei giovani e delle donne. Il vescovo ha rappresentato lo slancio dei giovani come una disposizione al «rischio personale, inteso come assunzione di responsabilità». Un rischio quindi che mette in gioco, che chiede di recuperare anche il valore perduto del passaggio intergenerazionale di esperienze e di responsabilità. Sulla questione delle donne, monsignor
Beschi ha rappresentato il loro slancio sotto la forma della generatività. «In un tempo in cui aumenta la sterilità spirituale, le donne hanno una capacità generativa di cui sono custodi. È una generatività relazionale e culturale di cui sono protagoniste in modo eccezionale».
Crescita e responsabilità politica
Il vescovo ha quindi «pescato», fra le parole più usate in questi tempi, la parola «crescita». «Va bene la crescita economica nel momento in cui si includano condizioni degne dell'uomo – ha precisato –. Gli esiti della crisi non sono solo occupazionali; scontiamo forme mortificanti di concepire la persona umana». Non solo crescita, quindi, secondo monsignor
Beschi, ma crescita integrale che includa processi di qualificazione umana del lavoro, che abbia come soggetto la comunità e non l'individuo soltanto, che promuova politiche sostenibili a favore dell'ambiente. Il vescovo ha quindi evidenziato il ruolo fondamentale della politica all'interno di questo quadro: «Senza l'esercizio della responsabilità politica, che è coniugazione del sogno con la storia, non possiamo pensare di realizzare il sogno di giovani, di donne, di comunità».
«Domenica, non solo tempo libero»
Dopo l'intervento del vescovo, numerose le domande sul tema del lavoro: «I tassi di disoccupazione della nostra provincia sono molto inferiori a quelli nazionali. Ma quale è la nostra cultura del lavoro? Noi siamo di quelli che pensiamo sia il lavoro, non le transazioni finanziarie, a produrre ricchezza. Ma qualche problema in termini di speranza, di qualificazione umana ce l'abbiamo». Si passa quindi alla mobilità sociale: «È una società che si muove e si mobilita in continuazione. Ma pur muovendoci, siamo spesso immobili dal punto di vista morale e spirituale».
In conclusione un'osservazione sul lavoro domenicale: «È un tema dalle forti implicanze comunitarie. Non si tratta della necessità di uno spazio per il tempo libero. Quello lo si trova anche in altri momenti. Il senso della domenica sta dentro una comunità che chiede lo spazio di un incontro che dia significato alla vita».

venerdì 2 marzo 2012

Raccolta di firme contro la nuova autostrada Bergamo-Treviglio


Ci è giunta richiesta dal neo costituito comitato “Cambiamola” di poter dare notizia dell’iniziativa!!!
Il comitato intende raccogliere firme da proporre come risposta alla costruzione della nuova autostrada Bergamo-Treviglio.
La raccolta firme si terrà sabato 3 e domenica 4 marzo in 12 comuni che saranno tagliati dalla futura autostrada.
L'obiettivo del comitato «Cambiamola!» è di ottenere il sostegno di almeno 10 mila cittadini nella lotta contro il progetto dell'Ipb (Interconnessione Pedemontana-Brebemi).
“Gli studi allegati al progetto dimostrano che l'opera porterà nuovo traffico, l'incremento dell'inquinamento atmosferico e acustico, mentre nessun vantaggio per la rete viabilistica locale - sostiene il comitato, nei volantini per la raccolta firme -  Nessuna soluzione sarà accettata se la logica rimarrà quella del solo ritorno economico a favore dei privati che la finanziano e a scapito della salute delle persone. L'autostrada è una risposta sbagliata al problema reale e sentito del traffico sulle strade locali”.
Su questa posizione si sono già schierati anche i sindaci di Osio Sotto, Osio Sopra, Levate e Verdellino, contrari al passaggio dell'Ipb sul proprio territorio.
Per maggiori informazioni http://www.cambiamola.it/

giovedì 1 marzo 2012

Il Vescovo parla di lavoro ai giovani e alle donne

Da L’Eco di Bergamo di venerdì 02 marzo 2012 pag. 30

Un confronto con i giovani e le donne sul tema del lavoro. Sarà il vescovo Francesco Beschi a intervenire domani mattina (alla Casa del Giovane, dalle 9,30) al convegno «Lavoro e mobilità sociale. Una sfida per la Chiesa di oggi».
L'incontro organizzato dal Centro diocesano per la Pastorale sociale giunge al termine della Scuola di formazione all'impegno sociale e politico della diocesi di Bergamo sul tema «Promuovere lo sviluppo umano integrale oggi – Come generare opportunità attraverso la mobilità sociale?».
«Si tratta di un'occasione unica di riflessione. Da un punto di vista pastorale – dice don Francesco Poli, direttore del Centro diocesano per la Pastorale sociale – come Chiesa di Bergamo ci interroghiamo sul come porci di fronte alle sfide del lavoro e della mobilità sociale, sollecitando in particolare due categorie come quella dei giovani e delle donne. L'incontro è aperto a tutti.

L'incontro con il Vescovo di SABATO 3 MARZO su L'Eco on line

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/271588_lavoro_e_mobilit_sociale_una_sfida_per_la_chiesa_doggi/

Lavoro e mobilità sociale
Una sfida per la Chiesa d'oggi


Sabato 3 marzo alla Casa del Giovane, Sala Nembrini, alle. 9.30, il Vescovo di Bergamo, Mons. Francesco Beschi, interverrà sui temi del lavoro e della mobilità sociale, offrendo un'occasione unica di confronto con i giovani e le donne.

Come si legge nella lettera di presentazione dell'iniziativa "Esistono sfide che dobbiamo essere capaci di individuare per tempo e per le quali dobbiamo essere in grado di definire una prospettiva. Esistono sfide che interrogano la società civile e sono le stesse sfide che devono interrogare la nostra Chiesa. I giovani e le donne sono le due chiavi di lettura fondamentali alle quali rivolgersi, affinché si possano riattivare le tante energie soggettive e sociali che esistono nel Paese, creando condizioni adatte alla loro piena espressione".

L'incontro, organizzato dal Centro Diocesano per la Pastorale Sociale, giunge al termine della scuola di formazione all'impegno sociale e politico della Diocesi di Bergamo dal titolo "Promuovere lo sviluppo umano integrale oggi - Come generare opportunità attraverso la mobilità sociale?".

Alla mattinata sono stati invitati oltre ai corsisti della scuola, i giovani e le donne della nostra Diocesi. E difatti nelle scorse settimane tutte le parrocchie hanno ricevuto la lettera di invito all'incontro.

«Si tratta di un'occasione unica di riflessione. Da un punto di vista pastorale -  dice don Francesco Poli, direttore del Centro Diocesano per la Pastorale Sociale -  come Chiesa di Bergamo ci interroghiamo sul come porci di fronte alle sfide del lavoro e della mobilità sociale, sollecitando in particolare due categorie come quella dei giovani e delle donne».

L'incontro con il Vescovo avrà inizio alle ore 9,30 presso la Casa del Giovane, Sala Nembrini.  Dopo un primo intervento di Mons. Francesco Beschi è previsto ampio spazio per il confronto con i partecipanti.

Per maggiori informazioni potete contattare il Centro Diocesano per la Pastorale Sociale, via Conventino 8, Bergamo.  Tel. 035 4598550/1/3, Fax 035 4598552, ufficiolavoro@curia.bergamo.it, sito http://www.pastoralesocialebg.it/.