lunedì 23 gennaio 2012

LA CONSIGLIERA NAZIONALE DI PARITA' A BERGAMO - SABATO 28 GENNAIO 2012


POLITICHE ATTUATE ED INATTUATE:
COME CONCILIARE TEMPI DI VITA E DI LAVORO
NELLE RESPONSABILITA' GENITORIALI

Ecco il titolo della relazione che terrà la Consigliera Nazionale di Parità, prof.ssa ALESSANDRA SERVIDORI,  in visita a Bergamo, nell'ambito della Scuola di Formazione all'Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Bergamo.

Gli iscritti alla scuola, ma soprattutto tutte le donne e comunque tutti coloro che hanno a cuore la questione della parità di genere, sono invitati a partecipare all’incontro che si terrà

SABATO 28 gennaio 2012
presso la

Casa del Giovane, Sala Nembrini
Via Gavazzeni 13, Bergamo

Le donne italiane sul piano formale non hanno meno diritti rispetto alle donne europee, ma vivono in un contesto culturale, privato e pubblico, che finora ha fallito nel riconoscere e promuovere le loro capacità e i loro talenti.
La questione di genere appare pertanto attualmente rilevante e urgente da affrontare, soprattutto nella sua dimensione culturale. Se la cultura è il collante della società, il terreno su cui si rinforzano le radici di un Paese e dei suoi cittadini, in Italia quelle radici risultano tutt’altro che coerenti con i recenti sviluppi economici e sociali. Appare dunque prioritario offrire anche a Bergamo un’importante occasione di dibattito culturale che si interroghi sul ruolo della donna oggi, sull’esistenza di un modello di gestione del potere prettamente femminile, sul modo in cui le donne possono contribuire alla vita politica e sociale del Paese, su come valorizzare positivamente le differenze tra uomini e donne.

Insieme alla prof.ssa Alessandra Servidori si cercherà di mettere in luce quanto la rigidità dei ruoli tipica del nostro paese  costituisca la fondamentale sfida  da affrontare per chi, uomo o donna, crede nei valori della parità, del rispetto delle persone e della giustizia.

Ora più che mai è tempo che tutti risvegliamo la nostra coscienza civica

Pubblichiamo l'appello rivolto da Pinuccio SPini, esponente del Movimento Politico per l'Unità dei Focolari

 

Ora più che mai è tempo che tutti risvegliamo la nostra coscienza civica

Come abbiamo appreso la Consulta, cioè la Corte costituzionale ha bocciato i due referendum i cui quesiti miravano uno all'abrogazione totale della legge Calderoli e il secondo all’abrogazione in parti ripristinando di fatto il Mattarellum e che avevano raccolto più di un milione di firme.
Al riguardo desidero offrirvi il mio pensiero e cioè che personalmente speravo fossero approvati non tanto per andare a votare i referendum in quanto, essendo previsti solo nella forma abrogativa, avrebbe costretto a tornare al passato mentre è del tutto evidente che occorre trovare una soluzione che tenga conto delle diverse istanze politiche che vanno emergendo: se infatti è urgentemente indispensabile mettere mano ad una nuova legge elettorale è altrettanto importante che essa sia indispensabilmente espressione di un “ampia condivisione”, perché solo così non sarà esposta a possibili cambiamenti anche radicali ad ogni nuova legislatura. Per questo quindi mi auspicavo che la Consulta li accogliesse proprio perché i partiti, pur di evitare la votazione referendaria, sarebbero stati obbligati a  ricercare insieme una posizione comune. Ora invece la strada si è fatta ulteriormente ancora più in salita.
Certo, il comunicato apparso sul sito della Presidenza della Repubblica ci rincuora in quanto afferma con riconosciuta sollecitudine (riporto per intero): “Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale il Presidente del Senato, Renato Schifani, e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, per esaminare le prospettive dell'attività parlamentare, con prioritaria attenzione alle riforme istituzionali, anche nelle loro possibili implicazioni costituzionali.
Si è espressa la comune convinzione che tocchi alle forze politiche e alle Camere assumere rapidamente iniziative di confronto concreto sui temi da affrontare e sulle soluzioni da concertare. In particolare, alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel rigoroso esercizio della propria funzione, è ai partiti e al Parlamento che spetta assumere il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall'opinione pubblica”.
Credo però che non è fuori luogo, anzi sia legittimo dubitare che i tutti i partiti accoglieranno con altrettanta sollecitudine questa pressante richiesta del Capo dello Stato, in quanto l’impressione che essi danno è che non abbiano ancora ponderato con lungimiranza la gravità della situazione in cui ci troviamo. Al riguardo così ha affermato il Prof. Antonio M. Baggio: “È chiaro a tutti che la situazione drammatica che viviamo a li­vello nazionale, europeo, occidentale, richiede un profondo rinno­vamento del pensiero e dell’azione politici. In Italia, in particolare, è necessaria una vasta e radicale azione di riforma che richiede alla classe politica una vera assunzione di responsabilità e il ritorno alla capacità di fare politica veramente, che sembra, da tempo, smarri­ta”.
Sul piano pratico ciò significa che tutte le forze politiche sono chiamate a cambiare il proprio modo d’essere, i criteri di scelta dei propri esponenti e dei propri rappresentanti nelle assemblee politiche, in una parola di cambiare il modo di governare il Paese stesso il quale non può più essere quello della ricerca esasperata del consenso della propria parte politica, ma piuttosto quello di governare con determinazione quei cambiamenti epocali che oggi non si possono più eludere, primo fra tutti il superamento della frammentazione per ricercare soluzioni condivise: oggi infatti, forse più che mai, è indispensabile comprendere che essi li possiamo vincere soltanto tutti insieme altrimenti saremo tutti perdenti.
Per questo dunque - come sindaci e amministratori, come impegnati nei differenti partiti e come cittadini - se davvero siamo appassionati al vero bene delle nostre città e del proprio Paese non possiamo allora non sentire il preciso dovere di premere affinché tutte le forze politiche comprendano con grande chiarezza che questa è la “CONDICIO SINE QUA NON” cioè la condizione senza la quale bisogna porsi un interrogativo: varrebbe ancora la pena andare a votare l’anno prossimo se non ci lasciano nemmeno scegliere i nostri rappresentanti? Serenamente credo che non sia assolutamente più possibile subire supinamente di essere umiliati in quanto ridotti a comparse: non è infatti davvero una pesante ingiustizia venire relegati unicamente a ratificare decisioni prese in modo del tutto arbitrario da pochi capi-partito?
LO DOBBIAMO FARE PER RIDARE CREDIBILITA’ ALLA STESSA DEMOCRAZIA.

OCTOGESIMA ADVENIENS

A seguito dell'incontro con don Walter Magnoni è giunta la richiesta di condividere sul blog la lettera enciclica Octogesima Adveniens.

Di seguito il link

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/apost_letters/documents/hf_p-vi_apl_19710514_octogesima-adveniens_it.html

mercoledì 11 gennaio 2012

SABATO 14 GENNAIO: SI RIPARTE DALLE DONNE!



SABATO 14 gennaio 2012

presso la Casa del Giovane, Sala Nembrini

riparte la Scuola di Formazione all’Impegno Socio Politico della Diocesi di Bergamo dal titolo “Promuovere lo Sviluppo Umano integrale oggi – Come generare opportunità attraverso la mobilità sociale?”.

Il secondo modulo dal titolo Lavoro e mobilità sociale: LE DONNE  partirà con la relazione di

Don Walter Magnoni,
teologo morale e responsabile della Pastorale del Lavoro per la Diocesi di Milano,

sul tema

Libertà ed uguaglianza nel lavoro
alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa”.

L’incontro farà da collegamento fra il primo modulo, con chiave di lettura i giovani e il secondo, con chiave di lettura le donne. Seguiranno gli interventi di Alessandra Servidori, Consigliera Nazionale di Parità- Ministero del Lavoro e di Chiara Tintori, editorialista di Aggiornamenti Sociali.
E’ possibile partecipare anche solo agli incontri del secondo modulo!

venerdì 23 dicembre 2011

Natale: messaggio di Speranza


Viviamo un momento delicato. Siamo interrogati da quanto avviene e da cosa dobbiamo aspettarci per il futuro.
In tutto ciò abbiamo una parola che sentiamo in continuazione ripetere: Speranza.

E’ una parola struggente, difficile da comprendere, ma si tratta dell’unico messaggio che possa permetterci di guardare all’avvenire.
Il Natale dopotutto è questo: è la Speranza, che per chi crede si incarna in un bambino, ma che per tutti ci interroga su cosa stiamo facendo per costruire il futuro.

Il contesto economico e sociale è oggi in crisi. Se si trattasse solo di una crisi economica probabilmente non ci sentiremmo tanto colpiti. In realtà è stata messa in evidenza la disgregazione da tempo in atto nella società. L’individualismo ha mostrato il suo aspetto più drammatico: l’incapacità di porre attenzione alle situazioni più difficili e più deboli della società.

Non possiamo però sottrarci alla sfida di presentare la speranza come virtù, come l’opportunità di poter costruire un mondo nuovo, in uno sforzo culturale che ci porterà necessariamente a ripensare alcuni valori e principi.

La crisi può essere superata
Dobbiamo testimoniare, attraverso un grande impegno in campo sociale, di poter costruire un mondo migliore, nella consapevolezza che non può esistere un «paradiso in terra».
Le motivazioni religiose di tale impegno possono non essere condivise, ma le convinzioni morali che ne discendono costituiscono un punto di incontro tra i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà.
Bisogna crederci e volerlo, insieme, spendendo ciascuno le proprie capacità di collaborazione per il bene comune.

I valori fondamentali: centralità della persona e del lavoro
Durante questo anno come Diocesi di Bergamo abbiamo affrontato il tema del lavoro con un grande convegno dal titolo “Il lavoro cambia e ci cambia”.

Ecco alcuni messaggi di speranza fondamentali, a cui si accompagnano sfide che dipenderanno dal nostro impegno:
-          lo sviluppo economico deve essere finalizzato alla crescita integrale e solidale dell’uomo e della società e non agli obiettivi di una indiscriminata attività finanziaria o monetaria; 
-          dobbiamo essere capaci di incidere sulle trasformazioni strutturali dell’economia e per questo tramite creare l’occasione per realizzare un nuovo modello di sviluppo: «Oggi è in atto la cosiddetta “mondializzazione dell’economia”, fenomeno questo, che non va deprecato, perché può creare straordinarie occasioni di maggior benessere» (Centesimus Annus, n. 58);
-          occorre puntare a una nuova cultura del lavoro, che si costruisca sul principio del primato assoluto della persona: «Il lavoro è per l’uomo, e non l’uomo per il lavoro» (Giovanni Paolo II, Laborem exercens, n. 6);
-          serve ripensare il modello e il concetto stesso di impresa. Essa deve divenire una vera comunità di lavoro, che mira a conseguire il bene comune di tutti i suoi membri. Ciò è richiesto dalla stessa evoluzione strutturale in atto nell’economia: le nuove tecnologie tendono a valorizzare sempre più l’uso della intelligenza al posto della forza fisica e la partecipazione corresponsabile di tutti i fattori produttivi;
-          è necessario pensare ad un impresa che declini in maniera nuova il principio di solidarietà. «Occorre  fare del principio di solidarietà il criterio costante e qualificante delle scelte di politica economica. Purtroppo ancora oggi non manca chi crede che la più ampia libertà di mercato, favorendo l’iniziativa e la crescita economica, si traduca automaticamente in ricchezza per tutti. Ma la storia e la realtà sotto i nostri occhi mostrano a sufficienza che non è così. Assistiamo anzi a momenti di espansione produttiva che, anche a motivo dell’innovazione tecnologica, si accompagnano ad aumento di disoccupazione e relativo disagio sociale. Bisogna dunque trovare un conveniente punto di equilibrio tra le esigenze della libertà economica, che non può essere ingiustamente penalizzata, e quella “cultura delle regole” che, da una parte, garantisce i benefici della leale competizione e, dall’altra, si pone a tutela dei diritti del lavoro e, primo fra essi, del diritto al lavoro per tutti. La ricerca di tale equilibrio non è facile, ma è una sfida a cui ciascuna componente sociale non si può sottrarre» («Discorso ai rappresentanti del mondo del lavoro», n. 6, in L’Osservatore Romano, 31 marzo 1996);
-          infine, esiste tutto un filone di opportunità legate al cosiddetto Terzo Settore, a cui bisogna assegnare la necessaria dignità. Devono «essere riconosciute e promosse attività che sono di grande importanza sociale, anche se non partecipano direttamente al processo produttivo di mercato (sostegno alle famiglie, cura delle persone anziane e dei portatori di handicap, protezione e cura dell’ambiente, ecc.). Perché ciò si realizzi è necessario che venga accolta l’idea che il valore del lavoro non è unicamente connesso al fatto di produrre un reddito, ma al fatto di essere attività della persona, da cui ricava il suo senso e la sua dignità» (CEI, Democrazia economica, sviluppo e bene comune [1994], n. 59).

Dobbiamo ripartire con questa idea di speranza, perché il futuro dipenderà anche dalla nostra capacità di trovare vie sempre nuove e prospettive sempre rinnovate di tracciare una strada.

Con questo pensiero, con la convinzione che si debba sempre guardare avanti, Buon Natale a tutti!

Simone Biffi
Centro Diocesano per la Pastorale Sociale

mercoledì 14 dicembre 2011

Sabato 17 dicembre, incontro di spiritualità al Museo Bernareggi


Incontro di spiritualità in preparazione al S. Natale


“Non si vergogna di
chiamarli fratelli…”

Riflessione su opere di LORENZO LOTTO
Sabato 17 DICEMBRE 2011

ore 9,30-12,00

Museo Bernareggi – Via PIGNOLO 76

ore 9,30
Accoglienza e preghiera iniziale presso la Chiesa di San Bernardino

dalle ore 10,00 alle 12,00
Riflessione a cura di don Gianpaolo Tironi su
Pala della Trinità, custodita all’interno del Museo;
Pala di San Bernardino, custodita nella Chiesa di San Bernardino.

IL BILANCIO DEL COMUNE

MERCOLEDI 14 DICEMBRE ORE 20,30
TEATRO DEL CIRCOLO FRATELLANZA DI CASNIGO

Interverrà Simone Biffi sul tema del
BILANCIO DEI COMUNI

A proposito del relatore,
Simone Biffi, dottore commercialista, assessore al bilancio, programmazione finanziaria e rapporti con le associazioni del comune di Solza, responsabile della sezione socio-politico del Centro Diocesano per la Pastorale Sociale, membro del Consiglio Pastorale Diocesano