mercoledì 29 febbraio 2012

La relazione della prof.ssa Servidori sul sito del Ministero del Lavoro

E' pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro la relazione della prof.ssa Alessandra Servidori per la Scuola di Formazione all'impegno socio-politico della Diocesi di Bergamo.

Ecco il link:
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/D8EAD72E-94F4-454F-89BE-FE93BFA3F82B/0/20120128BERGAMOLEPOLITICHEDELWELFARE.pdf

giovedì 23 febbraio 2012

SABATO 03 MARZO 2012: IL VESCOVO DIALOGA SUI TEMI DEL LAVORO E DELLA MOBILITA' SOCIALE




Sabato 03 marzo 2012 ore 9,30-11,30 

Il Vescovo di Bergamo,
mons. Francesco Beschi,
 in dialogo sui temi 
del Lavoro e della Mobilità Sociale 

In dialogo in particolare
con i GIOVANI e le DONNE

Vi invitiamo a partecipare all'incontro che si terrà presso la

Casa del Giovane, Sala Nembrini, 
Via Gavazzeni 13, Bergamo.

E' possibile prenotarsi e iscriversi inviando la scheda pubblicata sul sito http://www.pastoralesocialebg.it/
dove troverete anche altro materiale di approfondimento. 

Vi aspettiamo numerosi 

mercoledì 22 febbraio 2012

Risposta all'appello dei Focolari "Ora più che mai è tempo che tutti risvegliamo la nostra coscienza civica"

Pubblichiamo la reazione di Simone Biffi, coordinatore della sezione socio-politico del Centro Diocesano per la Pastorale Sociale, alla sollecitazione pubblicata anche su questo blog circa un mese fa a firma di Pinuccio Spini del Movimento Politico per l'Unità dei Focolari.

La riflessione datata 09.02.2012 era già stata inviata a Pinuccio Spinie viene ora condivisa sul blog!

Carissimo Pinuccio,
rispondo volentieri al tuo appello per un rinnovato senso civico e per una significativa riforma elettorale che abbia a cuore il futuro del nostro Paese.
Già alla fine dell’anno scorso il Movimento Politico per l’Unità dei Focolari ci aveva sollecitati ad affrontare il tema con il documento “Per una riflessione sulle riforme istituzionali”, in cui si sottolineava l’urgenza di una riforma non solo del sistema elettorale ma ancora più importante dei partiti.

La recente bocciatura dei referendum elettorali ha riportato in auge il tema, o meglio avrebbe dovuto riportare in auge il tema, ma nella realtà in pochi ne dibattono. E’ apprezzabile il fatto che siano le forze politiche ad iniziare a parlarne, anche se la speranza è che il compromesso non sia al ribasso ma al rialzo. 

Viviamo nella strana condizione di non avere ancora compreso che tipo di democrazia vogliamo: il pluripartitismo ha dimostrato negli anni di non funzionare, ma nemmeno il bipartitismo sembra la strada maestra, il bipolarismo ha dimostrato tutti i suoi limiti, così come la nascita di un terzo polo non giunge a maturazione.

Senza essere il caso di entrare in aspetti tecnici, credo che la sollecitazione da parte del Movimento Politico per l’Unità dei Focolari vada piuttosto nella direzione di riportare nel dibattito i punti su cui i cittadini avevano deciso di mettere la firma, con l’auspicio che la politica riporti il tema nel proprio dibattito.

Certo  è facile liquidare la questione, dicendo che è un momento di crisi e che il tema elettorale è marginale. C’è però una questione di fondo: la politica dei cooptati ha dimostrato di essere incapace di proporre una visione, ha evidenziato l’incapacità di affrontare le sfide. 

A partire dalle elezioni dell’anno scorso, dai referendum elettorali, dal movimento che si è creato, la questione prioritaria è divenuta il coinvolgimento diretto dei cittadini. La definizione delle forme e dei modi spettano alla politica, ma è innegabile che la gente abbia dimostrato più volte negli ultimi mesi la voglia di partecipare.

Questo rinnovato senso civico è sicuramente legato al tipo di questioni discusse: dal referendum sul nucleare a quello sui servizi pubblici locali (tra cui l’acqua), per non dimenticare le elezioni amministrative in cui candidati percepiti come non rappresentativi dell’apparato avevano vinto o comunque ottenuto risultati significativi.

Certamente la politica ha dimostrato mancanze, ma è la stessa politica che ora deve dare risposte e correggere quello che non va (ciò è tanto più vero dopo la bocciatura dei referendum).

Abbiamo bisogno di ripensare il sistema elettorale e i partiti al fine di superare alcune storpiature della nostra repubblica. Abbiamo bisogno di una democrazia matura, in cui lo scontro avvenga tra forze omogenee.  Come ben evidenziato da Padre Bartolomeo Sorge, in Aggiornamenti Sociali, 2010, i poli, grazie all’auspicata riforma elettorale, potrebbero o meglio dovrebbero “nascere dal coinvolgimento diretto dei cittadini e non più da accordi di vertice; il confronto avverrà su programmi certamente diversi, ma fedeli alla Costituzione e aperti ai problemi reali della società; le coalizioni avranno a fondamento valori etici e ideali comuni, in grado di fare unità nel rispetto delle diverse identità; soprattutto, potrà nascere finalmente l’auspicata nuova classe dirigente, dotata di professionalità e di onestà: è intollerabile —come denunciano i «rottamatori» di Renzi — che nell’ultimo ventennio siano cambiati profondamente i partiti, mentre la classe dirigente sia rimasta sempre la stessa; ancora più intollerabile — aggiungiamo noi — è che tuttora siedano in Parlamento un’ottantina di politici inquisiti, imputati o i cui reati sono stati prescritti, 20 dei quali (tra deputati e senatori) sono già stati condannati con sentenza definitiva”.

Vi sono alcune questioni di fondo su cui la politica dovrà cercare di ripensarsi e dare risposte in maniera nuova:
-          anzitutto, i diritti della persona, nei quali rientrano tutti gli interrogativi sulle situazioni personali e non solo sociali di disagio, i temi della pace e dell’inviolabilità dei diritti dei più deboli, della salvaguardia dei diritti sociali;
-          le regole della convivenza giusta tra le persone nella comunità e tra le comunità;
-          infine, il tema delle risorse, ambientali e umane, della loro attivazione, del loro sfruttamento ottimale.

Purtroppo finora abbiamo ascoltato risposte elaborate su idee vecchie a questioni nuove. L’auspicio è che il sistema trovi il modo di ripensarsi in continuazione in modo che di fronte a problemi sempre nuovi, prendano il sopravvento idee nuove.

Come direbbe Valerio Onida ricordiamoci sempre che la democrazia non è mera procedura. Un programma e una prospettiva politica «democratici» degni di questo nome non possono commisurarsi solo alle esigenze della conquista del consenso, tanto meno del consenso a breve termine che serve per vincere le elezioni. Un consenso così acquistato, che paghi il prezzo di trascurare o di indebolire le ragioni di fondo della democrazia, vale a dire la necessità di difendere e promuovere l’uguaglianza nei diritti fondamentali, e l’obiettivo di promuovere il bene comune e la giustizia, sarebbe di ben povera qualità democratica.
Il politico democratico, in questa prospettiva, non è quello che si limita a interpretare e a registrare i movimenti di opinione che producono ed esprimono il consenso, inseguendone per così dire le posizioni indipendentemente dal loro contenuto sostanziale, ma quello che si impegna a «costruire», sul breve ma soprattutto sul medio e sul lungo termine, un consenso maggioritario su obiettivi rispondenti a quelle ragioni di fondo della democrazia. Perché è vero che, come cinicamente talvolta si dice, nel lungo termine saremo tutti morti, ma è anche vero che un’azione politica misura la sua qualità sul patrimonio di buona politica, cioè di giustizia, che riesce ad assicurare nel tempo alla società in cui si esplica.

Nel sottoscrivere dunque appieno il tuo appello, non posso che chiudere con la tua apertura “ora più che mai è tempo che tutti risvegliamo la nostra coscienza critica”!

Simone Biffi
Sezione Socio Politico
Centro Diocesano per la Pastorale Sociale

Giovani e lavoro: la flessibilità non ci spaventa, ma con tutele

Da L'Eco di Bergamo di Mercoledì 22 Febbraio 2012, pag. 24 

Il lavoro flessibile come un'opportunità per progettare il futuro e non come condizione di precarietà che genera ansia e insicurezza e impedisce progetti di vita.
Il rapporto tra giovani, lavoro, flessibilità e scelte di vita è stato al centro del primo seminario organizzato dall'Ufficio diocesano della pastorale sociale nell'ambito del progetto avviato lo scorso anno con il convegno ecclesiale «Lavoro e sviluppo umano: il lavoro cambia e ci cambia».
I tre incontri successivi affronteranno i temi welfare e tutele, nuove tecnologie e ricerche, territorio e ambiente. Gli incontri, ha spiegato monsignor Maurizio Gervasoni, delegato vescovile, «hanno l'obiettivo di leggere la realtà da punti di vista diversi: chi meglio dei giovani ha la capacità di rileggere sotto una luce diversa il nostro modello di sviluppo? I giovani possono vedere nella situazione di oggi opportunità e criticità diverse: sono persone cresciute in questa realtà e hanno strumenti di analisi diversi».
«Convegno dei giovani»
L'iniziativa, ha proseguito monsignor Gervasoni, «non vuole essere un convegno sui giovani, ma dei giovani con la possibilità di pensare ad un modello di sviluppo a partire da un approccio diverso». Durante il seminario, tenutosi nella sede della Cisl di via Carnovali, aperto da don Francesco Poli, direttore dell'Ufficio diocesano per la pastorale sociale (Cdps), e moderato da Simone Biffi, del tavolo giovani Cdps, sono intervenuti numerosi giovani lavoratori, studenti, imprenditori, rappresentati di associazioni e parti sociali (Confindustria Bergamo, Cgil, Uil, Confartigianato) con testimonianze e riflessioni personali.
Giulia Rivellini, docente di demografia all'Università Cattolica di Milano, nella relazione introduttiva ha rimarcato come «il lavoro atipico perde il suo alone di negatività se lo collochiamo in un mondo produttivo cambiato; è un elemento di criticità quando la sua mancanza si prolunga nel tempo o non evolve verso un lavoro a tempo indeterminato». Le condizioni di flessibilità non sono tutte uguali: «C'è una flessibilità "dominata" – ha rimarcato Rivellini – che non genera condizioni negative e consente di passare da un lavoro all'altro, ed una "subita" che porta situazioni di precarietà e di minori tutele». Le donne, ha aggiunto Sara Zinetti, consigliera di Parità provinciale, «sono più allenate alla flessibilità che, però, spesso diventa precarietà. Il lavoro femminile non è sempre considerato una risorsa: servono nuovi strumenti per valorizzarlo».
Giuseppe Guerini, segretario generale di Confcooperative, ha invitato a «riflettere sul senso del lavoro. Occorre un patto sociale di equità per riequilibrare il valore tra lavoro e capitale». «Oggi – ha rimarcato Ferdinando Piccini, segretario provinciale Cisl – occorre fare i conti con la flessibilità da non confondere con precarietà. Occorre discutere anche di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Servono politiche attive del lavoro per realizzare una rete che accompagni i giovani da un lavoro all'altro».
Il rischio di conflitto
I giovani hanno, tra l'altro, rimarcato la necessità di far incrociare meglio domanda e offerta con interventi sulla scuola e con percorsi di orientamento. La flessibilità in entrata non spaventa i giovani – è stato osservato – e può essere occasione di miglioramento e di crescita: bisogna, però, evitare che si trasformi in precarietà ed occorre rivedere gli ammortizzatori sociali per renderla più sostenibile e tutelata. Al centro degli interventi anche i temi della formazione permanente, dell'apprendistato e di una precarietà che rischia di diventare scontro tra generazioni.
Gianluigi Ravasio

On line i video del primo incontro Giovani Lavoro e Flessibilità

I video del primo incontro sul tema "Giovani, lavoro, flessibilità"


SEMINARIO
Giovani, lavoro, flessibilità e scelte di vita
20 febbraio 2012 – Salone Riformisti del Lavoro c/o Cisl Bergamo

Introduzione: Mons. Maurizio Gervasoni, Diocesi di Bergamo - [http://youtu.be/MLZJtiGN3N4 ]VIDEO
Relazione 1: Giulia Rivellini, Università Sacro Cuore - [http://vimeo.com/37161960 ]VIDEO
Relazione 2: Ferdinando Piccinini, Segretario Generale Cisl Bg - [http://youtu.be/PJeNJdwxFWY ]VIDEO
Relazione 3: Sara Zinetti, Consigliera di Parità della Provincia Bg - [http://youtu.be/kaEfMJoT79I ]VIDEO
Relazione 4: Giuseppe Guerini, Presidente Confcooperative Bg - [http://youtu.be/b4p19pbvdbQ ]VIDEO

Intervento 1: Damiano Amaglio, Tavolo giovani CDPS - [http://youtu.be/mb0Pn3O_VWE ]VIDEO
Intervento 2: Roberta Brivio, consiglio delle donne di Bergamo - [http://youtu.be/IumiTTC838w ]VIDEO
Intervento 3: Virgina Cecchi Manara, ricercatrice econ. politica -  [http://youtu.be/6VwcbPOO09Y ]VIDEO
Intervento 4: Errico Giuseppe, Cgil Bergamo - [http://youtu.be/H2jpcwipIPA ]VIDEO
Intervento 5: Denise Villa, imprenditrice - [ http://youtu.be/pGjFuKgV_FM]VIDEO
Intervento 6: Maria Corna, tavolo giovani CDPS - [http://youtu.be/C0Y3hKMblHc ]VIDEO
Intervento 7: Emanuele Massagli, ADAPT - [ http://youtu.be/fLyHJ9ddy8U
]VIDEO
Intervento 8: Marco Bellini, presidente Giovani Confindustria Bg - [http://youtu.be/6vmU1zKIes4 ]VIDEO
Intervento 9: Oscar Mora, Confartigianato Bergamo - [http://youtu.be/cB9FqNZ9Jyg ]VIDEO
Intervento 10: Mario Colleoni, Uil Bergamo - [ http://youtu.be/sMPhrp07ZkY]VIDEO
Intervento 11: Luciana Fratus, Cgil Bergamo - [http://youtu.be/8OmRoGxVIfQ ]VIDEO

martedì 21 febbraio 2012

Pubblicata la prima parte del materiale sul forum "Da Todi a Bergamo"

Sul sito del Centro Diocesano per la Pastorale Sociale, sezione socio politico, pubblicato il primo materiale relativo all'incontro "Da Todi a Bergamo. In dialogo sul metodo".

In particolare sono stati condivisi:
- le domande del prof Pizzolato
- la riflessione di Maria Corna del tavolo giovani
- il materiale dell'Ufficio per la Pastorale Sociale

A breve verrà pubblicato nuovo materiale

Ecco il link



 

lunedì 20 febbraio 2012

Riflessione sul mondo delle costruzioni

Riflessione di Domenico di Palo, corsista della Scuola di Formazione all'Impegno Socio Politico

Il mondo delle costruzioni torna ad essere protagonista con Edil 2012, uno dei più prestigiosi appuntamenti fieristici dei prodotti e servizi per l'edilizia civile e industriale, al traguardo della sua 26ma edizione che si terrà dal 2 al 5 Marzo alla Fiera di Via Lunga. Le previsioni del Rapporto congiunturale e previsionale del mercato delle costruzioni presentato dal Cresme mostrano una contrazione della crescita inizialmente preventivata per l'anno in corso dall'1,6% allo 0,9% derivante dal calo del mercato delle nuove costruzioni oltre che dal trend ancora negativo dell'edilizia pubblica. La strada da intraprendere e che potrà portare concretamente un impulso positivo al comparto arriverà dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, mediante la proposta e l'utilizzo di nuove tecnologie ecosostenibili, il risparmio energetico e le fonti energetiche rinnovabili. Edil 2012 è infatti un modo per catalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle problematiche vissute dal comparto, tra le quali spiccano la piaga dei subappalti e il patto di stabilità che porta i Comuni a ritardare i pagamenti alle imprese che hanno lavorato rispettando termini, scadenze e consegne. Non ci si rende conto che è soprattutto tra le piccole e medie imprese che si stanno verificando perdite di posti di lavoro, come testimoniano i dati Edilcassa resi pubblici di recente, che evidenziano un calo del 25% rispetto alla precedente rilevazione. E non è solo la crisi che sta mettendo a rischio il settore. Il fatto di vedersi pagati anche dopo un anno dal completamento dell'opera perchè i Comuni non devono sforare il patto, mette letteralmente in ginocchio chi lavora col settore pubblico. Altro problema è la pratica sempre più diffusa dei subappalti dietro ai quali si nascondono insidie sul fronte della sicurezza e della garanzia che i lavori siano fatti a regola d'arte. Ritengo che queste cose vadano portate alla luce del sole e affrontate anche a livello legislativo, per non penalizzare tutte quelle migliaia di imprese che lavorano onestamente tra mille difficoltà, scegliendo di investire in formazione, sicurezza e aggiornamento.